Il rosso – Muladhara Ckr

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illustrazione acquerello su carta acidfree 400 gr/m2 25x35cm.

“Io Sono” è l’affermazione del Rosso. Si riconduce al primo Chakra, Muladhara, rappresenta la materialità, il visibile, l’istinto, chi ama il rosso ha un carattere forte e sicuro di sè con una personalità estroversa con una buona carica di energia vitale.

La sua vibrazione aumenta la pressione e la circolazione sanguigna, stimola le onde cerebrali, scalda e risveglia fisicamente, ottimo da indossare quando si hanno malattie da raffreddamento.

Un’antica leggenda cinese parla del filo rosso del destino, dice che gli dèi hanno attaccato un filo rosso alla caviglia di ciascuno di noi, collegando tutte le persone le cui vite sono destinate a toccarsi. Il filo può allungarsi, o aggrovigliarsi, ma non si rompe mai.
Jake Bohm (David Mazouz), in Touch, 2012

Skakti ❤

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Happy Diwali ♥

 

Milioni di candele e lumini accesi stanno per illuminare le case e le strade dell’India il prossimo 11 novembre. Come ogni anno, gli induisti festeggiano Diwali – o Deepvali,  da “deep” che significa “luce” e “avali” che significa “fila” – la festa delle luci per celebrare il ritorno del re Rama (considerato l’incarnazione del dio Vishnu) nella città di Ayodhya dopo 14 anni di esilio in una foresta.  La festività simboleggia anche la vittoria del bene sul male e per capire la sua importanza nella cultura indiana potremmo paragonarla al Natale cristiano. Propria anche del buddismo, del giainismo e del sikhismo, la festa delle luci viene celebrata anche in Malesia, Nepal, Singapore e dalle grandi comunità indiane di Canada, Gran Bretagna e Nuova Zelanda.

Quest’anno Diwali cade il 13 novembre, ma i festeggiamenti iniziano due giorni prima e si protraggono fino ai due giorni successivi. Il primo giorno di festa viene chiamato Dhanatrayodashi o Dhanteras, il cui significato sta proprio nel nome: “dhan” significa “benessere” (si celebra la dea del benessere Lakshmi) e “teras” significa “tredicesimo” (cade nel tredicesimo giorno dalla luna piena). Nella vigilia di Diwali, Chhoti Diwali,  si ricorda il dio Hanuman, dall’aspetto di una scimmia, il quale annunciò al popolo l’imminente ritorno di Rama. In questo giorno vengono preparati dolci fritti a base di farina e miele che vengono offerti ai propri amici e parenti. Il giorno di Diwali inizia prima dell’alba con un bagno purificatore e ogni anno migliaia di fedeli si bagnano nelle acque del fiume Gange per poi cospargersi di oli profumati. La sera hanno inizio gli spettacoli pirotecnici, i canti popolari e le musiche tradizionali nelle piazze delle città, illuminate a giorno da lumi di ogni tipo.

Lumini, fuochi, lampade e candele donano energia a tutta la popolazione che celebra la festività, purificano gli animi e ricongiungono la comunità, riavvicinandola anche al divino. Recita Sri Vidya: “Il sole, la luna, le stelle, tutte le luci del mondo non potranno mai uguagliare la luce della Conoscenza. Emergiamo dall’oscurità e dall’ignoranza e realizziamo, attraverso la meditazione, la luce eterna dell’anima”. Non stupisce, dunque, che sempre molti più occidentali – non necessariamente vicini alle religioni che celebrano Diwali – vogliano festeggiarlo per accogliere la luce purificatrice nelle loro vite. Basta poco: occorre pulire la propria abitazione e liberarla dagli oggetti inutili prima del giorno di Dhanteras; ornare la porta di casa o l’ingresso con campane, tendaggi o ghirlande di fiori; accendere lumini o candele in tutta la casa quando fa buio; preparare pietanze vegetariane e dolci tradizionali ed offrirli ai propri cari ed, infine, gioire del benessere portato da questa festività.

 

 

 

Fonte:europinione.it

Yogi e yogine, tra poco termineranno tutti i corsi per questa stagione di yoga durata circa 8 mesi, giorno più giorno meno. Vorrei che voi manteneste attiva la vostra pratica, per questo ho deciso di postare ogni settimana un’asana con allineamenti, benefici e controindicazioni, così non vi sentirete mai soli e soprattutto vorrei fosse uno stimolo a salire sul tappetino se non tutti i giorni, ma almeno il più possibile.

Quindi da lunedi cominceremo con Adho Muka Svanasana, la posizione del cane a testa in giù.

Se avete Instagram potete postare la vostra foto di pratica in #oneasanaoneweek

Buona pratica a tutti.

Love.

Shaktidevi ❤

Ayurveda in autunno

Per poter affrontare il cambio di stagione, il passaggio dalle belle e lunghe giornate piene di sole al clima più freddo e le giornate che si accorciano e diventano piu buie è importante rendere più forte l’organismo. Quindi è bene seguire alcune regole alimentari per armonizzare i dosha. In questo modo aumentano le difese immunitarie e si prevengono i disturbi tipici dell’inverno. Ecco i consigli per ogni tipologia di dosha.

VATA

Sì ai cibi ben cotti, caldi, sostanziosi, ricchi di proteine e grassi; al sapore dolce,
acido e salato; al latte e tutti i suoi derivati; a riso basmati e integrale, grano e avena sempre ben cotti.

Come verdure: barbabietole, carote, asparagi, patate dolci, avocado, finocchi, carciofi, zucca. In piccole quantità e ben cotti, anche piselli, verdure a foglia verde, sedano, zucchine e spinaci. Per i legumi ceci, fagioli mung, lenticchie rosse.

Per condire è perfetto l’olio d’oliva o di sesamo; per dolcificare, lo zucchero di canna. Come spezie si può optare per aglio, rosmarino, salvia, basilico, cardamomo, cumino, zenzero, cannella, sale, chiodi di garofano, zafferano, noce moscata, semi di senape e pepe nero.

La frutta va scelta dolce e matura ananas, arance, banane, kaki, datteri, uva passa, mango, kiwi. Tra quella secca, meglio mangiare mandorle, noci, nocciole evitare le arachidi tostate.

PITTA

Mangiare possibilmente vegetariano, privilegiano verdure crude o poco cotte asparagi, lattuga, zucchine, spinaci, bietole, broccoli, verze, rape, zucca, fagiolini, patate. Condire con olio extravergine di oliva o girasole. Fra i legumi, scegliere ceci, fave, piselli, soia. Evitare le lenticchie specialmente rosse.
Come frutta: uva, banana, dattero, mela, pera, melograno, uva passa, avocado, mango, prediligere frutta dolce e matura. Scegliere cibi freschi, di sapore dolce, amaro e astringente.

Riso, grano e grano saraceno, avena e orzo sono i cereali da prediligere, pane lievitato. Tra i latticini latte, burro, ghi, formaggi freschi.

KAPHA

Si ai cibi caldi, leggeri, secchi, dal gusto piccante, amaro e speziato. Consigliabile grano saraceno, mais, riso basmati, segale. Latte e formaggi di capra; lenticchie, piselli e soia, come legumi; bietole, cicoria, cipolle, carote, lattuga, melanzana, verdure a foglia verde, zucca, zucchine, condite con olio d’oliva girasole o mandorle. Mela, melograno, frutti di bosco e kiwi, pere sono i più indicati.

Dolcificare con il miele non cotto e usare alloro, basilico, cardamomo, garofano, curcuma, cannella, maggiorana, origano, pepe nero, salvia, zenzero per aromatizzare. Bere acqua calda o tisane dopo i pasti.

Per tutti i dosha massaggi con olio caldo di sesamo e oli essenziali leggermente riscaldanti e purificanti.

Namastè.

Pierangela

Kavala Graha: salute della bocca secondo l’Ayurveda

L’oil pulling, nome originale Kavala Graha, è una tecnica ayurveda che consiste nella pulizia del cavo orale con olio di sesamo.

Secondo l’ayurveda la pulizia del cavo orale è fondamentale: per la fabbricazione dei dentifrici che seguono le tecniche di questa tradizione si usano chiodi di garofano, neem e basilico come antisettici e la pulizia del cavo orale con il nettalingua (uno strumento di facile uso che permette di “raschiare” tutte le impurità dalla superficie linguale) e l’oil pulling sono consigliate come pratiche quotidiane.

Il cavo orale è una possibile fonte di infezioni ed un ricettacolo di batteri, per questo è fondamentale tenerlo pulito e disinfettato e questa è opinione comune non solo privilegio dell’ayurveda, ma le tecniche che questa tradizione ci offre sono interessanti ed efficaci e  praticate quotidianamente in tutta l’India.

Durante la notte il nostro organismo si depura dalle tossine accumulate durante la giornata e in un certo senso, deposita i batteri in  zone esterne del corpo, come appunto il cavo orale, per permettere che siano espulsi più facilmente. Partendo da questo presupposto l’ayurveda prevede che per mantenere l’organismo in buona salute sia necessario pulire la bocca ogni giornoal mattino, in modo da non permettere ai batteri allontanati dal corpo di entrare nuovamente “in gioco” e il risciacquo orale con olio consente di ottenere questo risultato in modo semplice ed efficace. 

In parole povere il punto è questo: nel cavo orale si accumulano batteri e residui alimentari che li provocano, questo genera infezioni ed altera lo stato delle mucose orali e con loro lo stato generale di benessere dell’organismo, inoltre non è da dimenticare che le radici dentali arrivano molto in profondità quindi i batteri entrano nuovamente in circolo e vengono in un certo senso riciclati dopo l’espulsione notturna, l’olio di sesamo si “attacca” alle pareti portando via i batteri e i residui di cibo che verranno, in questo modo, eliminati definitivamente permettendo la guarigione dalle infezioni orali, il mantenimento di una bocca sane e pulita e l’eliminazione dell’alitosi, dove sia presente.

eticamente.it

Ecco le date delle lezioni di prova:

Landriano : martedi 24 settembre h. 18,30

giovedi 26 settembre h. 18,30

presso la ex scuola elementare ( di fianco alla caserma dei Carabinieri)

Zeccone :     mercoledi 25 settembre h. 20,30

lunedi 30 settembre h. 20,30

presso la palestra della scuola Via Italia

Pavia :           giovedi 19 settembre h. 13,30

presso la palestra Kalos  Via Capsoni 14

Yoga Kids 18 settembre h. 17,10

presso Oltrecielo – Shanti Niketan  Via Acquanegra Borgo Ticino

Presto pubblicherò le date per lezioni mattutine, Yoga in gravidanza e seminari di naturopatia tenuti da Silvia, a Landriano!

Namastè!!!

PIerangela

La PNEI – Quello che abbiamo intorno accade anche in noi

Nei memorabili versi del poeta indiano Tagore c’è scritto che il pesce è muto nel mare, la bestia scalpita sulla terra, l’uccello canta nell’aria, ma l’uomo ha dentro di sé il silenzio del mare, lo strepito della terra e la musica dell’aria. Quello che abbiamo attorno accade in noi.

La psico-neuro-endocrino-immunologia (PNEI) è una disciplina scientifica, nata da poco più di un decennio, che considera l’uomo un’entità organica globale e studia la relazione esistente fra le emozioni generate dalla vita quotidiana e le conseguenze positive o negative che esse hanno sull’organismo umano.

Gli stimoli provenienti dal mondo esterno, le persone che si incontrano o si frequentano, la vita di relazione professionale, e il tipo di esistenza che si conduce provocano effetti concreti sull’organismo e conseguenze fisiologiche o patologiche. Tale branca della medicina studia in modo scientifico le interazioni anatomo-fisiologiche fra i vari distretti – sistema nervoso centrale, sistema endocrino, sistema immunitario – considerati fino a ieri dalla medicina tradizionale come entità separate e indipendenti.

Oggi è dimostrato che il mondo esterno, percepito attraverso i sensi, viene interpretato dal cervello e tradotto in impulsi nervosi e ormoni, responsabili delle reazioni fisiologiche periferiche. Gli organi di senso inviano impulsi e segnali elettrochimici al talamo, apparato del sistema nervoso centrale situato al centro del cervello.

Il talamo ha rapporti anatomici con l’ipotalamo e quindi agisce tramite esso sulla ghiandola ipofisaria, situata alla base del cervello e deputata alla secrezione di ormoni aventi per bersaglio tutte le ghiandole endocrine dell’organismo.

Diverse équipe di scienziati hanno dimostrato su modelli animali che l’ambiente circostante all’individuo ha conseguenze dirette sulla secrezione degli ormoni da parte dell’ipotalamo e dunque anche sullo stato fisiologico degli organismi viventi studiati.

Da anni ormai si osservano scientificamente gli ambienti umani e le esperienze onerose sul piano psicologico (relazioni conflittuali fra colleghi di lavoro o un lutto) o che gravano sul piano fisico (rumori continuati, ambienti maleodoranti), o nelle condizioni estreme della guerra (studi condotti sui militari e i reduci) e della prigionia (ricerche eseguite nelle carceri americane) e si è dimostrato che gli stimoli endocrini cronici sono la causa prima dell’aumento delle incidenze di patologia varie, anche molto gravi, come il cancro.

Ciò avviene soprattutto perché l’ambiente e il comportamento determinano l’aumento del livello di cortisolo nel sangue e questo ormone abbassa le difese immunitarie.

Esempi sotto gli occhi di tutti sono l’insorgenza di lesioni erpetiche labiali nei soggetti sottoposti a fatica o stress emotivi prolungati, e le disfunzioni mestruali (amenorrea) ricorrenti nelle donne stressate. Di recente scoperta è l’aumentata incidenza dei tumori nei soggetti depressi.

Numerose evidenze scientifiche hanno infatti dimostrato che il sistema neuro-endocrino (talamo-ipotalamo-ipofisi) agisce direttamente sui recettori delle cellule del sistema immune (linfociti B, T e cellule NK) causando la modulazione delle difese contro gli agenti patogeni, i virus e le cellule tumorali. Infatti, per quanto oggi finalmente criticabili e discutibili sul piano morale, i lavori scientifici operati in passato sulle cavie sottoposte ad agenti stressanti (immersioni forzate) o sistema in gabbie affollate, hanno dimostrato la relazione fra stress e diminuzione delle difese ai tumori.

L’aumento della mortalità degli animali è in stretta relazione agli elevati livelli di ormoni dell’attacco-difesa, quali il cortisolo (ACTH) e l’adrenalina, noti depressori delle cellule del sistema immune in situazione di secrezione non fisiologica. Tali ormoni sono normali difensori dell’organismo producendo reazioni benefiche in situazioni specifiche e a breve termine: per esempio nello sport, o in risposta a stimoli della normale vita di relazione.

La loro nocività è dovuta a una stimolazione cronica da parte di agenti psicologici stressanti, su un lungo periodo.

Oggi è chiaro che qualsiasi azione positiva sulla psiche umana genera un riequilibrio dell’intero sistema mente-corpo e previene le malattie.

La nostra salute fica, psichica e il nostro benessere globale, dipendono in gran parte dall’equilibrio e dalla libera circolazione dell’energia nel corpo, dalla scelta di ciò che desideriamo come nutrimento fisico e psico-emotivo.

Il nostro stile di vita e la percezione che si ha della propria esistenza, giocano un ruolo fondamentale sul nostro benessere.

Diventa via via più chiaro che individuare ed eliminare gli agenti psicologici stressanti con la psicoterapia o sottoporre mente e corpo a tecniche di rilassamento sono efficaci strategie per diminuire i livelli di cortisolo ematico e con esso le conseguenze negative che tale ormone secreto in eccesso potrebbe avere nell’organismo.

Le lunghe passeggiate o una giusta attività sportiva aumentano i livelli di endorfine ed aliminano i pensieri negativi. La scelta di ambienti di vita che siano per noi gradevoli e il coltivare relazioni umane von persone positive ci aiutano a generare sensazioni buone, emozioni atte a riequilibrare la secrezione di ormoni dall’ipofisi.

Una dieta sana ci aiuta a riposare meglio e il rigenerarsi fa bene al corpo e alla mente.

Un film, un viaggio, una buona lettura, qualunque cosa ci aiuti a ragionare di più intorno a una vita più bella e soddisfacente per noi, anche con piccole azioni quotidiane e costanti, ci può salvare dalla malattia.

Tratto da “Il linguaggio segreto degli organi” di Antonio Scardino, Edizioni Riza S.P.A., 2013

Silvia

Suggerimenti per condurre una vita sana e felice

Dobbiamo assumerci la responsabilità delle emozioni che proviamo. Non è vero che gli altri possono farci sentire bene o male: siamo noi che in modo più o meno cosciente, scegliamo come sentirci in ogni singolo istante della nostra vita. Sotto molti aspetti, il mondo esterno è uno specchio che riflette le nostre convinzioni e aspettative. Il motivo per cui sentiamo ciò che sentiamo è frutto dell’armonia che regna fra le nostre molecole dell’emozione, orchestrandole in una sinfonia, e che investe ogni aspetto della nostra fisiologia, sfociando in una salute di ferro o in una malattia che ci tormenta.
Noi siamo essere umani così arroganti da credere che, per il solo fatto che abbiamo inventato le lampadine elettriche, possiamo adottare qualunque genere di orario: invece le sostanze informazionali a base di neuropeptidi collegano il nostro orologio biologico al moto dei pianeti, ed ecco perchè e molto probabile che la qualità del sonno e della veglia migliori in misura direttamente proporzionale all’aderenza dell’ora di andare a letto e di alzarsi con le ore di oscurità e di luce. Se andrete a dormire fra le dieci e le undici di sera, nella maggior parte dei casi scoprirete che vi riesce naturale svegliarvi con il levar del sole, se non prima, sentendovi perfettamente riposati.
La meditazione praticata al mattino presto e nella prima serata, in modo abituale e quasi rituale, è a mio parere la via più rapida, facile, breve ed economica per sentirsi bene, il che significa essere sincronizzati con le proprie sensazioni naturali.

Le prime ore del mattino sono un momento straordinario di gioia, in cui visualizzare coscientemente una giornata splendida. E’ l’ora ideale perché la mente cosciente rientri nel corpo attraverso il gioco (la definizione “esercizio fisico” evoca immagini piuttosto deprimenti), che può consistere un giorno in una forma dolce di stretching o di yoga, il giorno dopo in passi di danza o in una corsa che vi faccia sudare.
Prima di decidere, cercate di capire come vi sentite. Sembra istintivo muoversi appena svegli, così come il corpo era progettato per fare in natura, prima di mangiare o di salire in macchina; quasi certamente i nostri avi cominciavano la giornata con un pò di movimento.
Per quelli di voi che sono interessati a dimagrire, un’altra valida ragione per muoversi al mattino presto è che al nostro organismo basta una ventina di minuti di blando esercizio aerobico all’inizio della giornata per attivare nell’unità corpo/mente il circuito dei neuropeptidi che serve a bruciare grassi. Le ricerche condotte dai fisiologi che studiano l’attività fisica ha dimostrato che, dopo venti minuti di aumento del battito cardiaco e di respirazione più frequente e profonda, che ne deriva naturalmente, il complesso corpo/mente entra in una modalità di consumo dei grassi che si prolunga senza scosse per ore intere. La sensazione di vigilanza e di calma che si instaura in noi dopo la fase iniziale di euforia si accompagna di solito a una riduzione dell’appetito.
Trascorrete ogni giorno qualche tempo a contatto con la natura, soprattutto quando siete liberi da impegni di lavoro. Stare all’aperto significa vivere nella natura, a prescindere dal fatto che vi troviate in una foresta, sulla spiaggia, o nel centro di una grande citta. Il cielo esiste anche sulle metropoli. Il maltempo non è una scusa: investite denaro in abiti caldi, scarpe solide e un soprabito impermeabile.
L’ora in cui mangiate è altrettanto importante di quello che mangiate. Non digiunate tutto il giorno per mangiare la sera; anzi il pasto principale dovrebbe essere quello di mezzogiorno, come avviene in tutte le civiltà non industriali, e come si usava un tempo anche nella nostra. Mangiando a metà giornata si ha tempo in abbondanza per digerire il cibo in modo sano e completo prima di andare a riposare la sera. Inoltre significa che le molecole nutritive saranno trasportate nei vari siti dell’unità corpo/mente in cui possono contribuire a sostenere un’attività di veglia cosciente e vitale, anziché depositarsi sotto forma di grasso, come accade facilmente quando si mangia troppo tardi. Se non avete mai seguito un orario del genere, forse restare stupiti della scossa di energia fisica e mentale che avvertirete, eppure questa dovrebbe essere la norma.
Evitate i leganti esogeni che turbano l’equilibrio della rete psicosomatica al punto da alterare il flusso scorrevole delle informazioni, provocando “blocchi” nel circuito che vi impediscono di percepire appieno il vostro potenziale di esperienze, per coltivare invece circuiti di feedback che ristabiliscono e preservano la vostra felicità naturale.
Per tradurre in termini concreti, il modo migliore per sentirsi bene il più possibile per tutto il tempo è tenersi alla larga dalle droghe, legali o illegali che siano. Mettete in discussione ogni prescrizione cronica: se è proprio necessario prendere un farmaco, accertatevi che sia la minima dose possibile senza perdere di efficacia. Sotto la supervisione del vostro dottore, o di un altro consulente medico, prendete in considerazione l’idea di concedervi ogni tanto un giorno di <> dai farmaci, per vedere se avete davvero bisogno di quel sonnifero, di quell’antidepressivo, di quel prodotto antiulcera o contro l’ipertensione. Provate a sperimentare come può essere incredibilmente reattiva e vigorosa, vitale e piacevole la condizione naturale di chi non assume farmaci. La libertà dai farmaci consente al vostro organismo di concentrarsi sull’unità corpo/mente invece di essere costretta a compensare le alterazioni dovute al farmaco e a sprecare energie per disintossicarsi ed espellere le droghe, di qualunque genere siano.
Cercate di considerare lo zucchero come una droga con effetti cronici, che possono arrivare a vere e proprie forme di dipendenza. Il saccarosio, la polvere bianca che si ricava da ettari di piante verdi (canne da zucchero o barbabietole da zucchero), si trasforma in glucosio, che è uno dei regolatori chiave del metabolismo nel complesso corpo/mente, e agisce sui recettori del glucosio per controllare la secrezione di insulina e di molti altri neuropeptidi da parte del pancreas, inlfuendo in modo vistoso sul vostro stato – torpido o vivace, depresso o euforico – e sul modo in cui metabolizzate il cibo. Soddisfate piuttosto il desiderio di dolci con la frutta, contenente un tipo diverso di zucchero, il fruttosio, che causa meno facilmente il rilascio di insulina. Lo zucchero bianco raffinato modifica il profilo della secrezione da parte del pancreas di altri peptidi oltre all’insulina, il che si traduce in una tendenza a impigrirsi e a immagazzinare grassi. In genere, cercate di valutare meglio l’impatto di ciò che mangiate sulla vostra condizione fisica.
Bevete otto bicchieri al giorno di acqua non clorata: spesso si mangia quando in realtà si ha sete, piuttosto che fame. I segnali interni all’organismo si sono confusi perché nel corso della nostra evoluzione abbiamo smesso di mangiare cibi interi e naturali (frutta e verdura), che hanno un contenuto di acqua molto superiore alla nostra dieta attuale, fatta di patatine e stuzzichini, e molti altri cibi spazzatura precotti, contenenti grassi idrogenati.
Mirate a raggiungere l’integrità emotiva. Quando vi sentite sconvolti o in preda a un forte malessere, cercate di approfondire queste emozioni per capire cos’è che vi tormenta in realtà. Siate sempre sinceri con voi stessi e trovate modi appropriati e soddisfacenti per esprimere le vostre emozioni. E se un consiglio del genere vi sembra troppo difficile da mettere in pratica chiedete aiuto a un terapeuta di professione. Sono convinta che le terapie alternative o complementari siano una forma di aiuto professionale molto meno suscettibile di causare danni e molto più positivo degli approcci convenzionali, perchè agiscono modificando l’equilibrio naturale fra le sostanze chimiche all’interno dell’organismo, in modo che possiamo sentirci il meglio possibile. Spesso si rivelano particolarmente utili per alleviare le tante malattie croniche alle quali per ora non sono state trovate soluzioni mediche.
Prima di dormire, rivolgete un pensiero cosciente e affettuoso a ogni componente della famiglia, il che equivale a dare loro la buonanotte. Prima di andare a letto, cercate di non programmare la vostra unità corpo/mente con immagini di morte, distruzione e stravaganze. Il che signifca non guardare il telegiornale della notte, ma provate invece a leggere un libro, a praticare un hobby rilassante, a fare un bagno caldo o anche a sbrigare delle faccende domestiche poco impegnative.
L’ultimo punto, ma certo non il meno importante, consiste nella consapevolezza che la salute è molto più che l’assenza di malattie; significa vivere in modo non egoistico, che mira a promuovere una sensazione di comunione, amorevole cortesia e perdono. Vivere in questo modo crea una sensazione di felicità spirituale che aiuta realmente a prevenire le malattie. Benessere significa confidare nella capacità e nel desiderio del corpo/mente di guarire e migliorare, se appena esiste la possibilità di farlo. Assumetevi la responsabilità della vostra salute…e delle vostre malattie. Cancellate dal vostro vocabolario e dai vostri schemi di pensiero frasi come: <>, oppure: <>. Evitate di sottoscrivere valutazioni prive di valore scientifico riguardo alla necessità di cure e operazioni chirurgiche.

Estratto da “MOLECOLE DI EMOZIONI – Perchè sentiamo quel che sentiamo? di Candace B. Pert – edizioni Tea Pratica

Candace B. Pert è ricercatrice nel Dipartimento di fisiologia e biofisica della Facoltà di medicina della Georgetown University a Washington. Tiene frequenti conferenze sul rapporto tra mente ed emozioni in giro per gli Stati Uniti.

Silvia