La PNEI – Quello che abbiamo intorno accade anche in noi

Nei memorabili versi del poeta indiano Tagore c’è scritto che il pesce è muto nel mare, la bestia scalpita sulla terra, l’uccello canta nell’aria, ma l’uomo ha dentro di sé il silenzio del mare, lo strepito della terra e la musica dell’aria. Quello che abbiamo attorno accade in noi.

La psico-neuro-endocrino-immunologia (PNEI) è una disciplina scientifica, nata da poco più di un decennio, che considera l’uomo un’entità organica globale e studia la relazione esistente fra le emozioni generate dalla vita quotidiana e le conseguenze positive o negative che esse hanno sull’organismo umano.

Gli stimoli provenienti dal mondo esterno, le persone che si incontrano o si frequentano, la vita di relazione professionale, e il tipo di esistenza che si conduce provocano effetti concreti sull’organismo e conseguenze fisiologiche o patologiche. Tale branca della medicina studia in modo scientifico le interazioni anatomo-fisiologiche fra i vari distretti – sistema nervoso centrale, sistema endocrino, sistema immunitario – considerati fino a ieri dalla medicina tradizionale come entità separate e indipendenti.

Oggi è dimostrato che il mondo esterno, percepito attraverso i sensi, viene interpretato dal cervello e tradotto in impulsi nervosi e ormoni, responsabili delle reazioni fisiologiche periferiche. Gli organi di senso inviano impulsi e segnali elettrochimici al talamo, apparato del sistema nervoso centrale situato al centro del cervello.

Il talamo ha rapporti anatomici con l’ipotalamo e quindi agisce tramite esso sulla ghiandola ipofisaria, situata alla base del cervello e deputata alla secrezione di ormoni aventi per bersaglio tutte le ghiandole endocrine dell’organismo.

Diverse équipe di scienziati hanno dimostrato su modelli animali che l’ambiente circostante all’individuo ha conseguenze dirette sulla secrezione degli ormoni da parte dell’ipotalamo e dunque anche sullo stato fisiologico degli organismi viventi studiati.

Da anni ormai si osservano scientificamente gli ambienti umani e le esperienze onerose sul piano psicologico (relazioni conflittuali fra colleghi di lavoro o un lutto) o che gravano sul piano fisico (rumori continuati, ambienti maleodoranti), o nelle condizioni estreme della guerra (studi condotti sui militari e i reduci) e della prigionia (ricerche eseguite nelle carceri americane) e si è dimostrato che gli stimoli endocrini cronici sono la causa prima dell’aumento delle incidenze di patologia varie, anche molto gravi, come il cancro.

Ciò avviene soprattutto perché l’ambiente e il comportamento determinano l’aumento del livello di cortisolo nel sangue e questo ormone abbassa le difese immunitarie.

Esempi sotto gli occhi di tutti sono l’insorgenza di lesioni erpetiche labiali nei soggetti sottoposti a fatica o stress emotivi prolungati, e le disfunzioni mestruali (amenorrea) ricorrenti nelle donne stressate. Di recente scoperta è l’aumentata incidenza dei tumori nei soggetti depressi.

Numerose evidenze scientifiche hanno infatti dimostrato che il sistema neuro-endocrino (talamo-ipotalamo-ipofisi) agisce direttamente sui recettori delle cellule del sistema immune (linfociti B, T e cellule NK) causando la modulazione delle difese contro gli agenti patogeni, i virus e le cellule tumorali. Infatti, per quanto oggi finalmente criticabili e discutibili sul piano morale, i lavori scientifici operati in passato sulle cavie sottoposte ad agenti stressanti (immersioni forzate) o sistema in gabbie affollate, hanno dimostrato la relazione fra stress e diminuzione delle difese ai tumori.

L’aumento della mortalità degli animali è in stretta relazione agli elevati livelli di ormoni dell’attacco-difesa, quali il cortisolo (ACTH) e l’adrenalina, noti depressori delle cellule del sistema immune in situazione di secrezione non fisiologica. Tali ormoni sono normali difensori dell’organismo producendo reazioni benefiche in situazioni specifiche e a breve termine: per esempio nello sport, o in risposta a stimoli della normale vita di relazione.

La loro nocività è dovuta a una stimolazione cronica da parte di agenti psicologici stressanti, su un lungo periodo.

Oggi è chiaro che qualsiasi azione positiva sulla psiche umana genera un riequilibrio dell’intero sistema mente-corpo e previene le malattie.

La nostra salute fica, psichica e il nostro benessere globale, dipendono in gran parte dall’equilibrio e dalla libera circolazione dell’energia nel corpo, dalla scelta di ciò che desideriamo come nutrimento fisico e psico-emotivo.

Il nostro stile di vita e la percezione che si ha della propria esistenza, giocano un ruolo fondamentale sul nostro benessere.

Diventa via via più chiaro che individuare ed eliminare gli agenti psicologici stressanti con la psicoterapia o sottoporre mente e corpo a tecniche di rilassamento sono efficaci strategie per diminuire i livelli di cortisolo ematico e con esso le conseguenze negative che tale ormone secreto in eccesso potrebbe avere nell’organismo.

Le lunghe passeggiate o una giusta attività sportiva aumentano i livelli di endorfine ed aliminano i pensieri negativi. La scelta di ambienti di vita che siano per noi gradevoli e il coltivare relazioni umane von persone positive ci aiutano a generare sensazioni buone, emozioni atte a riequilibrare la secrezione di ormoni dall’ipofisi.

Una dieta sana ci aiuta a riposare meglio e il rigenerarsi fa bene al corpo e alla mente.

Un film, un viaggio, una buona lettura, qualunque cosa ci aiuti a ragionare di più intorno a una vita più bella e soddisfacente per noi, anche con piccole azioni quotidiane e costanti, ci può salvare dalla malattia.

Tratto da “Il linguaggio segreto degli organi” di Antonio Scardino, Edizioni Riza S.P.A., 2013

Silvia

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