Il rosso – Muladhara Ckr

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illustrazione acquerello su carta acidfree 400 gr/m2 25x35cm.

“Io Sono” è l’affermazione del Rosso. Si riconduce al primo Chakra, Muladhara, rappresenta la materialità, il visibile, l’istinto, chi ama il rosso ha un carattere forte e sicuro di sè con una personalità estroversa con una buona carica di energia vitale.

La sua vibrazione aumenta la pressione e la circolazione sanguigna, stimola le onde cerebrali, scalda e risveglia fisicamente, ottimo da indossare quando si hanno malattie da raffreddamento.

Un’antica leggenda cinese parla del filo rosso del destino, dice che gli dèi hanno attaccato un filo rosso alla caviglia di ciascuno di noi, collegando tutte le persone le cui vite sono destinate a toccarsi. Il filo può allungarsi, o aggrovigliarsi, ma non si rompe mai.
Jake Bohm (David Mazouz), in Touch, 2012

Skakti ❤

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Grishma Ritu, l’estate secondo ayurveda e yoga

 

 

 

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In sanscrito l’estate viene chiamata Grishma, termine che deriva dalla radice gras che significa “inghiottire” o “divorare”, il riferimento è al sole che durante la stagione calda prosciuga e cuoce con la potenza dei suoi raggi. L’estate è la stagione dove tutta la natura veste i suoi colori più sgargianti, ogni cosa nasce e cresce grazie all’energia del sole e in questa stagione è proprio la natura stessa a offrirci gli elementi necessari per il mantenimento dell’equilibrio: ad esempio, frutta e verdura più ricchi di liquidi come uva, melone, anguria, pesche, cetrioli. Come in tutte le stagioni se ci si nutre seguendo i cicli naturali di maturazione dei vegetali, ci si sentirà più in forma e si manterrà la salute.

Proprio per la sua caratteristica di calore l’estate è una stagione calda, quindi una particolare attenzione va posta al fuoco interno della digestione o “Agni” in quanto più la temperatura esterna è elevata, tanto meno più il nostro fuoco digestivo funziona, a volte, con meno efficacia.

La regola generale dell’ Ayurveda dice che per mantenersi in equilibrio, bisogna adottare dei comportamenti opposti ai caratteri prevalenti della stagione stessa. L’estate è la stagione in cui domina l’energia di Pitta dosha caratterizzata dal principio del calore e della trasformazione e questo dosha tenderà quindi ad aumentare nel corpo così come in natura.

Osservando la legge del “simile che aumenta il simile” possiamo regolare azioni, scelte alimentari e comportamenti consoni per muoverci in sintonia con l’estate, soprattutto per non essere travolti dalla sua energia così forte e riscaldante, ed agire sulle qualità opposte della stagione stessa.

Per esempio nella routine igienica quotidiana è consigliato in estate l’applicazione di olio cocco sul corpo e sulla testa in quanto ha un effetto particolarmente rinfrescante.

Questi, in generale, sono i consigli dei testi Ayurvedici per la stagione calda:

Durante l’estate bisognerebbe evitare i cibi salati, piccanti ed acidi, troppo esercizio fisico  e l’esposizione al sole nelle ore più calde della giornata.

E’ preferibile consumare alimenti dolci, leggeri, morbidi, freschi e liquidi.

Bisognerebbe bagnarsi in acqua fresca, mangiare spesso dell’orzo addolcito con zucchero di canna o sciroppo d’agave o acero, evitare il miele e la melassa. Meglio non prendere vino, o prenderne poco, o berlo diluito, altrimenti causerà sensazione di secchezza, debolezza, bruciore e stordimento.

Bisognerebbe consumare riso bianco.

A metà giornata, quando si è oppressi dal sole, bisognerebbe andare a stare in giardini dove il fogliame intenso impedisca ai raggi del sole di filtrare, o sostare in luoghi vicino all’acqua (mare, fiume) e bagnarsi spesso.

Fare spesso bagni di luna per bilanciare il calore del sole diurno.

Non bere bevande troppo fredde perchè soffocano il fuoco di Agni, nel caso in cui si desidera avere acqua refrigerata , tirarla fuori dal frigorifero e lasciate riposare per 15 minuti prima di consumare.

 

Frutta fresca , succhi di frutta , insalate sono raccomandati.

 

Le spezie non sono consigliate perchè riscaldanti, specialmente il peperoncino, tranne curcuma, cannella, coriandolo, cardamomo, finocchio, menta.

 

Usare olio di oliva, girasole e cocco, evitare mandorla e sesamo perchè sono riscaldanti.

 

Indossare vestiti di cotone freschi e leggeri.

 

Per quanto riguarda la pratica dello Yoga ci si dovrebbe dedicare maggiormente a posizioni calmanti e rinfrescanti per equilibrare se necessario l’eccesso di calore o comunque per non aumentarlo.

Di norma le posizioni andrebbero tenute, come raccomanda la tradizione, “immobili, senza sforzo ed a lungo” e questa indicazione si rivela ancora più preziosa durante la stagione calda, in quanto ogni movimento veloce tende ad aumentare il calore, mentre una pratica lenta e consapevole darà più calma e freschezza al corpo ed alla mente riequilibrando e soprattutto non aggravando Pitta dosha.

Ogni persona dovrebbe trovare la giusta pratica adatta a sè e cambiarla secondo il trascorrere del tempo interno ed esterno, adattandola al variare delle stagioni.

Sarebbe bene in estate praticare la mattina presto ed al tramonto tralasciando ovviamente le ore più calde della giornata e soprattutto evitando le ore in cui il sole è più alto e forte.

Praticare Sitkari o Shitali pranayama.

Shaktidevi

Letting go…

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In questi giorni mi è capitato di pensare spesso a questo tema: lasciare andare…mi sono guardata intorno e ho capito che le persone hanno una gran difficoltà nell’agire in questo senso. Ovviamente uno spunto me lo hanno dato le feste, il Natale, il Capodanno, l’attaccamento della pratica di scambiarsi regali “commerciali e materiali”, l’attaccamento al voler festeggiare con grandi feste e divertimento a tutti i costi la fine di un anno che solitamente guardiamo con disprezzo, come se non ci avesse portato nulla di buono.

Certo, l’inizio dell’anno è sempre un momento di speranze nuove, di nuovi inizi, di propositi….e se invece lasciassimo andare anche questi??

Se provassimo a uscire dalle convenzioni e pensare che ogni giorno è un inizio, imparando a lasciar andare, senza aspettative, senza giudizio, liberandoci dagli attaccamenti che gli altri ci costringono ad avere, lasciamo fluire la nostra vita, lasciando andare ciò che ci trattiene facendo spazio nel nostro cuore per qualcosa che ci riempia, che riempia la nostra vita di bellezza, gioia, serenità.

Vi lascio come spunto delle parole di Osho:

“Ogni tanto tenta di vivere e basta. Vivi semplicemente.
Non lottare e non forzare la vita. Osserva in silenzio ciò che accade.
Lascia accadere ciò che accade. Permetti a ciò che è, di esistere.
Lascia cadere ogni tensione e lascia che la vita fluisca, che accada. E ciò che accade, te lo garantisco, libera.”

Shaktidevi ❤

Free class Ayusyoga Teachers Training

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Per tutti coloro che sono interessati al percorso Teacher’s Training di AyusYoga, il 13 dicembre alle 17,30, faremo una lezione gratuita e dimostrativa, presso la nostra sede di Milano in Via privata Rezia, 1
Ri-unione di due discipline complementari – Ayurveda e Yoga – attraverso un percorso integrato per la cura, il benessere, l’integrazione e la trasformazione a tutti i livelli di ogni individuo.
Lo Yoga pensato e praticato secondo i principi di Ayurveda e l’Ayurveda applicato per le pratiche di Yoga nella via verso la ri-unione e l’equilibrio non solo con sé stessi ma anche con tutto ciò che ci circonda, imparando a fluire morbidamente in un contesto di continua trasformazione.
Contattateci per informazioni e per iscrivevi alla Free Class:
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Shaktidevi Pierangela Pinnacoli cell. +39 345 4536085
Ranjani Cristina Sole cell. +39 393 1113012
info@aumshanti.it
https://www.facebook.com/events/1476734895967151/

Viloma Pranayama

Viloma Pranayama è una pratica di respirazione e significa andare contro il flusso (Viloma : Vi =contro,  Loma = aria). In questa prtica le inspirazioni e le espirazioni sono interrotte da pause controllate . Viloma Pranayama alleggerisce il corpo e rinforza il sistema respiratorio , ma soprattutto aiuta ad aumentare la consapevolezza del vostro respiro . Questa pratica può essere fatta da seduti o da sdraiati .  Qui di seguito vi illustrerò una variante di Viloma Pranayama ma ce ne sono diverse  ed è anche possibile creare la propria. Inizia inspirando ed espirando per diversi cicli con un respiro lungo e lento che permetta al corpo di rilassarsi e al respiro di diventare il più profondo possibile . Attraverso tutta la pratica respirarete attraverso il naso .

Ora iniziate con le ritenzioni…. sulla vostra prossima espirazione fate una piccola pausa di un paio di secondi quando la vostra capacità polmonare è a metà dell’espirazione. Quando avrete acquisito una certa familiarità con una sola pausa si può lavorare soffermandosi sia sull’ inspirazione che sull’ espirazione più volte. È possibile modificare la durata della pausa da 2 a 5 secondi. Quando la  vostra pratica di respirazione Viloma Pranayama sarà più familiare potrete dividere sia l’inspirazione che l’espirazione in tre ritenzioni:

  • in inspirazione: la prima pausa nella parte bassa del torace, la seconda a metà e la terza agli apici dei polmoni con un conteggio di 3 sec. ad ogni pausa .
  • In espirazione partite dagli apici, a metà e nella parte bassa del torace
  • Potete essere creativi e modificare il numero di pause e per quanto tempo tenere la pausa . Ripetere i cicli per 7 – 10 minuti o ciò che è comodo per voi . Giocate e sperimentate.

Se iniziate a sentire le vertigini, senso di stordimento o di lavoro
oltre la vostra capacità tornate al vostro respiro normale .

Altra cosa da considerare in questa pratica è che se sentite che tenere le pause così a lungo ha un effetto negativo sulla vostra prossima inalazione o espirazione potrebbe essere necessario ridurre il numero di pause e la loro lunghezza. Lavorate verso una pratica confortevole e senza fatica .

La pratica di Viloma Pranayama aiuta a diminuire Kapha dosha, amplia la capacità respiratoria e di ritenzione e facilita l’ eliminazione delle tossine dal corpo aumentando il prana, quindi l’energia vitale.

Om shanti…e buona pratica.

S ❤

 

Mente calma

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Mentre siete seduti a meditare, la vostra mente si calma con voi? Se la risposta è un sonoro “No”, il colpevole è probabilmente la tensione. Fino a quando il sistema nervoso e il tuo corpo sono carichi di tensione, la mente rimbalza da un pensiero all’altro come una scimmia sui rami degli alberi della giungla. Ma quando si calma il vostro corpo, la mente segue l’esempio, diventando rilassata e si rivolge verso l’interno. Solo allora sarete pronti a meditare. Questo è il motivo perché  consiglio ai miei allievi di precedere la meditazione con una pratica sistematica di rilassamento.  I testi di yoga sia antichi sia recenti contengono un certo numero di tali tecniche più o meno valide per persone che vivono una vita indiscutibilmente frenetica.

Vi consiglio di praticare questa tecnica dieci minuti prima di aver allenato la vostra mente a rimanere vigile e concentrata sul respiro che deve essere fluido e non forzato dall’inizio alla fine . Poi sdraiatevi in Savasana (posizione del cadavere) e chiudete gli occhi . Osservate il flusso di respiro attraverso le narici lentamente, profondamente , e senza apnee. Mentalmente rilassare la parte superiore della testa , la fronte , le sopracciglia , spazio tra le sopracciglia , gli occhi , le palpebre , le guance e il naso . Poi espirate e inspirare completamente per quattro volte . Rilassate la bocca, la mascella , il mento , il collo, le spalle , le braccia , gli avambracci , i polsi, le mani, le dita. Sentite il respiro in tutte queste parti del corpo  . Respirare completamente quattro volte.

Rilassate la parte superiore braccia, le spalle, la parte superiore della schiena e il torace. Concentrate il respiro nel centro del petto, ed espirare e inspirare completamente quattro volte. Rilassate stomaco, addome, parte bassa della schiena, fianchi, cosce, ginocchia, polpacci, caviglie, piedi e dita dei piedi. Poi espirate come se tutto il tuo corpo stesse espirando, e inalate come se tutto il tuo corpo fosse inalazione. Espirare tensione, le preoccupazioni, le ansie e inspirate energia vitale, tranquillità, e relax. Espirate e inspirate completamente per quattro volte. Espirare tensione, preoccupazioni, e ansie. Ora rilassarsi dalle dita dei piedi di nuovo alla sommità della testa. Relax Le dita, piedi, caviglie, polpacci, cosce, fianchi, ginocchia, parte bassa della schiena, addome, stomaco, e al torace. Rilassatevi parte alta della schiena, spalle, braccia, avambracci, polsi, mani, dita e punte delle dita. Poi espirate e inspirare completamente per quattro volte. Ora godetevi il vostro riposo della mente nel flusso calmo e sereno del respiro. Dopo un minuto o due, lentamente e delicatamente aprire gli occhi, sedetevi e iniziare la vostra pratica di meditazione oppure ritornate lentamente alla vostra vita.

 

 

Cos’è il Restorative Yoga?

Poche persone conoscono il Restorative Yoga. Infatti, benché Lo Yoga Sutra, uno dei libri più letti e rispettati nel mondo dello yoga, parli delle posture fisiche soltanto tre volte, la pratica fisica dello yoga è la più sviluppata. Ci dimentichiamo così, spesso, che lo yoga ha uno scopo unico: quello di permettere al corpo di prepararsi alla meditazione seduta.

A differenza dello yoga dinamico, il Restorative Yoga è una pratica meditativa che permette di calmare la mente, equilibrare il sistema nervoso e rilassare il corpo. Il Restorative Yoga ci aiuta a rilasciare lo stress cronico coltivando “l’arte del far niente”. È l’ultimo rimedio per i nostri stili di vita stressanti.

Questo stile di yoga si basa sulla spontaneità e sulla dolcezza, avvalendosi di supporti come coperte, cuscini, mattoni, cinture, sacchi di sabbia, cuscinetti per occhi, sedie e talvolta anche un muro, per indurre il corpo e la mente in uno stato di profondo rilassamento. La premessa è che il sostegno permette al corpo di rilasciarsi naturalmente, lasciando andare la tensione muscolare profondamente radicata e lo stress. Questo poi richiama uno stato di guarigione, di riposo e di rinnovamento.

Un corso di Restorative Yoga include normalmente 3 o 4 posizioni tenute passivamente su un assortimento di supporti. Una volta che lo studente è comodamente sistemato nella corretta posizione, non c’è più movimento o sforzo. Il tempo di tenuta può variare da 5 a 30 minuti. Il rilassamento finale (savasana), tipicamente tenuto per circa 5 minuti nelle lezioni regolari di yoga, potrebbe essere mantenuto per 25 minuti in un corso di Restorative Yoga, permettendo allo studente di cogliere in pieno i benefici fisiologici del savasana.

Il Restorative Yoga favorisce la capacità di abbandonarsi in un totale relax. Ci permette di prendere coscienza delle tensioni che sono presenti quotidianamente nel nostro corpo e nella nostra mente

Questo stile di yoga è profondamente rilassante e rigenerante. È appropriato per chiunque, a qualsiasi età o fase della vita, o in qualsiasi condizione fisica. È una pratica perfetta per i principianti in yoga, ma anche per i praticanti di yoga più attivi.

La pratica del Restorative Yoga in piena consapevolezza crea il benessere emotivo. Coloro che hanno provato il restorative yoga contro l’ansia e la depressione, si sono infatti sentiti emotivamente più forti e più resistenti. Molte persone hanno detto che la pratica del restorative yoga la sera tardi ha permesso loro di migliorare il sonno in modo significativo.

Una volta che abbiamo sperimentato gli effetti notevoli del restorative yoga sulla mente, sul corpo e sulle nostre emozioni, ne facciamo una pratica regolare.

Gli strumenti del restorative yoga combinano pratiche mentali e contemplative con quelle focalizzate sul corpo.

Gli esercizi di respirazione, la piena consapevolezza e le varie posture hanno una influenza più forte sulla guarigione emotiva che non le pratiche mentali (mindfulness o meditazione) o fisiche (yoga dinamico).

Questi strumenti, infatti, hanno un impatto diretto sul corpo, mentre la maggior parte delle pratiche meditative tradizionali lo fanno più indirettamente. Sono particolarmente potenti nella misura in cui il sistema nervoso è nel corpo, il respiro è nel corpo, il momento presente è nel corpo, la mente è nel corpo. Filtriamo la nostra esperienza emozionale attraverso il corpo.

Unire le pratiche meditative dello yoga con la saggezza nativa del corpo rende il nostro lavoro più completo e rafforza i suoi benefici.

Un giorno, la pratica dello yoga in Occidente si concentrerà nello stesso modo sia sugli elementi meditativi che sugli aspetti fisici. Le comunità della mindfulness e della meditazione potranno allora percepire i punti in comune con lo yoga e collaborare per portare un progresso sia a livello della mente che del corpo. Il restorative yoga apre così la strada ad una forma di meditazione basata sul corpo.

Autore: Audrey Faveau – Restorative Yoga

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La posizione dell’asse si usa più per collegare Adho Muka Svanasana a Chaturanga Dandasana o come preparazione a Vasistasana. Non per questo è meno importante.

Dosha: =V +P -K

Attiva Manipura Ckr (3°)

Allineamenti

L’allineamento del corpo è come quello di Tadasana, quindi caviglia, ginocchio, anca in linea

Colonna nella sua curvatura naturale

Spalle lontano dalle orecchie, aperte e forti in linea con i polsi

Le braccia perpendicolari al pavimento sorreggono il peso del corpo, i gomiti rivolti verso l’esterno

Mani con dita aperte e “aggrappate” al tappetino, il peso del corpo è distribuito su tutta la mano e non solamente sul polso

Sguardo al tappetino con il collo in linea alla colonna

Attenzione a non tenere il bacino troppo alto o troppo basso

Benefici

Rinforza spalle braccia e polsi

Controindicazioni

Problemi ai polsi (tunnel carpale, fratture pregresse) lussazione abituale della spalla